Monday, October 31, 2005


  • il metrò leggero che collega cascina gobba all'ospedale san raffaele non ha un conducente, ci sono solo i passeggeri e questo lo sapevo. ma quando si è mosso ed io ero dentro la sensazione di fantascienza-slash-futurismogiapponese è stata maggiore di quel che mi sarei aspettato.
  • dopo mesi ho ricominciato ad ascoltare i r.e.m.: new adventures in hi-fi, green, around the sun. mi è quasi piaciuta anche aftermath. penso che nel giro di una settimana mi riascolterò tutta la discografia.
  • è risorto diario del capitano, uno dei primi blog che avevo linkato un anno e mezzo fa e chissà come l'avevo trovato. ed è risorto con dei post piuttosto notevoli.
  • il nuovo album dei baustelle ha un libretto molto bello ma la grafica sulla superficie del cd è ancora più bella. musicalmente è migliore de "la moda del lento" ma non del "sussidiario illustrato della giovinezza". ci sono tanti bei passaggi melodici che fanno molto baustelle ma girano un po' troppo spesso sullo stesso schema. il primo singolo "la guerra è finita" è tristissimo ma è praticamente un capolavoro.

Sunday, October 30, 2005


una notizia molto migliore per la tv italiana dello show di celentano : è ricominciato "che tempo che fa", per quanto mi riguarda il miglior programma degli ultimi anni. ieri sera apertura con gad lerner accompagnato dal suo cane e subito battuta tra lui e fazio: "la rai ha voluto che portassi anche la museruola" - "ah anche per lui, non solo per noi". secondo me è fazio il nostro david letterman, altro che luttazzi quando tentava di copiarlo. certo che se potessi deciderla io, la sigla sarebbe "pop song 89" dei r.e.m.: "should we talk about the weather?/should we talk about the government?".

Wednesday, October 26, 2005


stranamente a una settimana dal monologo di celentano non ho ancora trovato nella blogosfera un post del genere, così mi azzardo a farlo io. indiepolitik, se questo blog avesse i titoli.
  • il doppiopetto è lento, i bluejeans sono rock. la giacca con le spillette, è indie.
  • il cannone è lento, i fiori sono rock. la chitarra, è indie - specie se è una fender jaguar.
  • chi si sospende è lento, però se è una finta è rock. di certo se è del noce non è indie.
  • il 26 è lento, il 27 è rock. il 13, è indie.
  • la fanfara è lenta, il rock è rock. la casiotone, è indie.
  • cassano è rock, zeman è rock, moggi è lento. mancini, è indie?
  • valentino rossi è rock, porto cervo è lento. benicassim, è indie.
  • lo zoo è lento, la foresta è rock. la tangenziale, è indie.
  • il sesso è rock, il sasso è lento. il blog, è indie.
  • la tortura è lenta, lentissima, la pietá è rock. il terzismo, è indie.
  • le polpette sono rock, l'hamburger è lento. vegetariano, è indie.
  • la carbonara è rock, la minestrina è lenta. il cous-cous, è indie.
  • paperino è rock, topolino è lento. paperoga, è indie.
  • il silicone è lento...quelle vere sono rock. se non ci sono, è indie.
  • la donna è rock, il maschio è lento. il frocetto, è indie.
(qui il testo originale)

Monday, October 24, 2005


cosa mi è piaciuto del nuovo film di benigni, "la tigre e la neve": tom waits, la lezione di poesia, giuseppe battiston, jean reno, i telefonini onnipresenti in ogni situazione, l'ambientazione a baghdad, l'espressione di benigni in un punto che non posso dire altrimenti è uno spoiler, la sorpresa finale, l'idea del film.
cosa non mi è piaciuto del nuovo film di benigni: le scene del matrimonio (escluso tom waits), la parte centrale tirata troppo in lungo, l'avvocato, l'amante inglese, i telefonini onnipresenti (troppo a pensarci bene), la scenografia di baghdad quando sembrava di cartone, i dialoghi in inglese maccheronico (troppi).
la cosa più strana che mi è venuta in mente mentre guardavo il nuovo film di benigni: ma le suonerie dei cordless, quelli che trillano ma insomma non è proprio un trillo normale come quello di un telefono fisso, quella suoneria lì c'è qualcuno che la pensa? cioè qualcuno che ha passato, non so, uno o due giorni di lavoro a decidere come doveva suonare perché fosse piacevole e distinguibile e non so cos'altro, magari facendo mille prove con differenti tonalità? ok è una domanda stupida ma è stato quello che ho pensato quando in una scena del film squillava un cordless. la trovo tuttora una domanda - come dire? - divertente. se avete delle cure da consigliarmi, c'è lo spazio commenti.

Friday, October 21, 2005


l'elenco completo delle cose che ci sono ora sulla scrivania di fronte a me: una stampante, un monitor, uno scanner piano, uno per diapositive, l'alimentatore del faxmodem, due penne, una matita, 7 post-it scritti, due blocchetti di post-it da scrivere, un paio di cuffie, un hard disc da 160 giga nuovo ancora incellofanato, una email dal marocco e un articolo del corriere che mi ha fotocopiato mio papà, due scatole da 36 diapositive, i provini delle nuove foto dei bios fatte dal vala, l'elenco dei locali in cui chiedere di suonare, tre promo cd dei bios, il modulo d'iscrizione a un concorso fotografico, due divx di george carlin, due cd masterizzati da dare a fabio, un cd dei r.e.m. da dare alla cecy, gli ultimi cd che ho comprato (franklin delano, deus, sigur ros), il cdrom di una mostra sulla ricostruzione di milano dopo la guerra, una serie di flyer trovati dentro alcuni cd (uno della morr music, uno della rough trade, uno della saddle creek, uno degli smashing pumpkins, uno dei turin brakes, uno dei deus), un flyer della black candy preso al miami festival, la scaletta di un concerto dei franklin delano di oltre un anno fa, il biglietto da visita di mio padre, il flyer dello sbaraglio di vimercate, quello della locomotiva di osnago. anche un mouse, una tastiera, un telefono. poi c'è la seconda scrivania alla mia sinistra con: tre vhs da vedere, un pacchetto di fazzoletti di carta, un blocchetto di foglietti bianchi, un piccolissimo maialino di gomma, due portapenne pieni di penne e matite, un tappo di sughero con un animaletto natalizio incollato sopra, una sveglia ferma da anni, tre penne e quattro matite, un calendario, una gomma con disegnato il duomo di milano, due contenitori per rullini (uno vuoto, uno pieno di spille dei bios), la custodia degli occhiali, il portafoglio, la moleskine, le chiavi di casa, il cellulare, le cuffiette dell'ipod, gli orari dell'università, una locandina dei bios con la data del concerto annullato di questa sera, un pila di appunti e libri dell'università, altre locandine dei bios, il caricatore del cellulare, il caricatore dell'ipod, una lampada da tavolo, una scatola di cartone con dentro il trasformatore rotto del mio ampli valvolare, un portachiavi vuoto, la prescrizione del mio medico per un esame in ospedale, un cd con le foto dei bios fatte dalla elena, un dizionario italiano-inglese, un bloc-notes, l'ultimo numero di losingtoday. ma tendenzialmente, ve lo giuro, sono una persona ordinata.

Tuesday, October 18, 2005


per quanti si fossero sintonizzati soltanto negli ultimi post, questo blog sta vivendo un periodo un po' difficile, perlomeno diciamo che ne ha conosciuto di migliori: controllare negli archivi. d'altra parte sono giorni difficili anche per il suo titolare: basti dire che ieri in un ormai raro giorno di vacanza, causa inaugurazione anno accademico, il titolare qui non ha avuto idee migliori di passare 12 ore consecutive davanti al pc senza concludere alcunché, a parte tre-quattro brevi email spedite e una riformattazione integrale del suo ipod con conseguenti scazzi con itunes prima e gtkpod poi, ma non mi pare il caso di tediarvi con ulteriori dettagli tecnici. per il resto le lancette continuano a girare veloci, troppo veloci, e ci si aggrappa come si può con conseguente mal di testa serale, quando si scende dalla giostra. venerdì si ricomincia a suonare con i bios dopo mesi di intenso lavoro per il disco prima e per fissare le date poi. troppo intenso forse, perché più che di salire sul palco a suonare avrei voglia di una vacanza. basterebbe in fondo tralasciare le cose inutili e concentrarsi su quelle più importanti. e capire quali sono. e andare a letto un po' più presto ogni tanto. tipo adesso. sì, ora. ok.

Saturday, October 15, 2005


domani ci sono le primarie dell'unione. vorrei fare un post lungo e articolato ma, al solito, non c'ho tempo. quindi in sintesi, i motivi per cui 'ste primarie non funzionano li trovate qui, se invece volete essere più ottimisti cliccate qui mentre per sapere come si vota e dov'è il seggio più vicino a voi andate qui. quanto a me, voto ivan scalfarotto. se non altro per incoraggiamento, ché ci sarebbe bisogno di più gente come lui nella politica italiana.

Friday, October 14, 2005


vi siete mai chiesti a cosa pensano i buttafuori dietro quelle facce talmente truci da far arricciare anche il filo del loro auricolare? colas ha un impagabile reportage.

Wednesday, October 12, 2005


ho rivalutato il vecchio album dei franz ferdinand (anche se continuo a non capire come ha fatto a diventare "disco dell'anno" su rumore e altrove). così appena riuscirò a sentire il nuovo album potrò parlarne male anch'io, che fa molto à la page. risentendo il vecchio fra l'altro pensavo che questa cosa che avevo letto qua sul suono del charleston in levare mi sa proprio che è vera. sentivo pungere già adesso.

Monday, October 10, 2005


meno di un anno fa trovavo strano un sondaggio secondo il quale un universitario su tre aveva un blog. ora trovo perfettamente normale un altro sondaggio (via wittgenstein) che dice circa la stessa cosa.


conoscevo i "pizza e kebab", sempre più diffusi. avevo notato anche la loro versione londinese, i "fish&chips e kebab". ma il tradizionale quanto triste bar italiano - quello con l'insegna vecchio stile, le bottiglie di superalcolici in fila dietro al bancone e la vetrinetta delle brioche - con in un angolo lo spiedo del kebab, quello mi mancava. ce n'è uno a monza, di fronte alla rinascente.

Sunday, October 09, 2005


parliamo ancora di musica. venerdì sera, da solo, stanchissimo e con un tempo orribile, ho in qualche modo raggiunto il rainbow per il concerto dei turin brakes. il concerto per giunta era già iniziato, ma è bastato l'attacco di underdog per capire che ne era valsa la pena. set acustico ma energico con olly e gale accompagnati da contrabbasso, batteria e tastiere. parecchi pezzi da the optimist lp e alcune buone esecuzioni dall'ultimo album - su tutte fishing for a dream - intervallati da qualche battuta col pubblico, a cui lasceranno scegliere l'ultimo bis (state of things). nonostante la parziale delusione dell'ultimo album deboluccio e patinato, i due ragazzi continuano a starmi molto simpatici.
sul fronte dischi, sto continuando a riascoltare i nuovi cd di deus e sigur rós. cercando di trovare cosa c'è che non torna, perché sono due ottimi dischi, sicure presenze nella mia top ten e forse top five del 2005, ma purtroppo mi sono ormai convinto non sono dei veri capolavori. l'album dei deus ha dei momenti spettacolari, come il perfetto crescendo lungo 7 minuti della opening track "bad timing" (che non vedo l'ora di sentire dal vivo a milano il 28 novembre) e la commovente ballata finale "nothing really ends", eppure in mezzo ci scappa qualche sbadiglio e qualche dubbio di troppo. il disco dei sigur rós invece è sicuramente il più immediato che la band islandese abbia mai prodotto. al contempo, forse il meno profondo. se non altro è il primo cd in cui si sente la potenza di basso e batteria che ben conoscono quanti li hanno sentiti dal vivo. quattro stelline per tutti e due, insomma, ma il titolo di disco dell'anno per quanto mi riguarda rimane ancora da assegnare.

Wednesday, October 05, 2005


ma un post a punti con due soli punti è ancora un post a punti?
  • le serate live domenicali allo sbaraglio jammin' di vimercate sono la cosa più rocchenroll che abbia visto in brianza. domenica scorsa sono entrato - il posto è un capannone dall'aspetto decisamente grezzo eppure accogliente - e c'era gente che beveva bottigliozzi da 66cl di wuhrer. io ho optato per i 33cl di bulldog a 2 euro e 50. poi hanno iniziato a suonare gli ottimi daylightseventimes e dopo 15 minuti è entrato un pazzo che abita vicino infastidito dal rumore, ha preso la prima cosa che ha trovato sul tavolo all'ingresso e l'ha scagliata contro i musicisti. accenno di rissa, 10 minuti di pausa, poi altri 15 minuti di live. fine. forse a novembre ci suoniamo anche noi.
  • a casa di giulia il mese scorso ho visto la riproduzione di un poster del dopoguerra che iniziava con "è peccato grave votare il partito comunista...". ho riso parecchio. stamattina sui titoli di rainews24 ho letto "è peccato votare i candidati politici che ammettono leggi a favore dell'aborto". ho smesso di ridere.

Sunday, October 02, 2005


quando settembre finisce, tutti avremmo bisogno di qualcuno che ci svegli - come hanno detto i green day - e ci ricordi che anche l'inverno, tutto sommato, non è poi così male. nonostante il freddo gelido venerdì mattina ad aspettare il treno delle 7.27 del mattino per un esame che ancora una volta non ho passato. in questo mese, un po' per impormi di studiare un po' per stupidi sensi di colpa verso i sempre più numerosi amici lavoratori, sono andato tutti i giorni in università. certo, comodo partire col treno delle 9.28 e tornare con quello delle 17.12, l'equivalente di un lavoro part-time, ma il fatto è che qui mentre tutti mandano curriculum, viaggiano in brasile e pensano in qualche modo al proprio futuro, sentirsi bloccato con 8 esami rimasti e nessuna prospettiva di laurearsi prima di due anni, non si sta tanto bene ecco.

in questo mese ho anche finito di leggere on the road di kerouac. lo elencavo da anni come uno dei miei libri preferiti anche se in realtà non l'avevo mai letto tutto. è stato sul mio comodino a boston, 2000; è stato sul mio comodino a londra, 2005; quando viaggio mi porto sempre dei libri che poi non leggo mai, perché in fondo è più bello leggere il mondo diverso dal consueto che ti sta intorno. un inverno invece, in un piccolo paesino di montagna della val d'aosta, avevo copiato su un quaderno una serie di frasi delle prime 100 pagine - perché on the road è forse l'unico libro dove ho trovato delle frasi che dovevo segnarmi. delle frasi che ti cambiano la vita. qualche mese fa finalmente l'ho ricominciato da capo e viaggio in treno dopo viaggio in treno sono arrivato fino in fondo, fino all'inatteso stupendo capitolo con il viaggio in messico. invece di copiare le frasi che non potevo fare a meno di segnare stavolta le ho sottolineate direttamente in matita rossa sul libro ormai sgualcito e vissuto e ancora l'etichetta penguin italia - 23.000 lire.

così qui a merate, 2 ottobre 2005, mentre fuori piove e sono seduto di fronte al solito schermo lcd e sullo stereo suonano i green day, fuori oltre la finestra ci sono nuvole enormi, un cielo grigio e bianco sopra montevecchia e sento tutta quella terra che si srotola in una sola immensa gobba fino alla costa atlantica, e tutta quella strada, tutte le persone e i loro sogni in quella immensità, e in francia so che ora i bambini stanno piangendo nella terra dove lasciano che i bambini piangano, e stanotte le stelle verranno fuori, e non sai che dio è l'orso pooh? la stella della sera deve stare scendendo e riversando i suoi pallidi scintillii sulla pianura, il che è solo un attimo prima dell'arrivo della notte completa che benedice la terra, scurisce tutti i fiumi, copre i picchi e avvolge l'ultima spiaggia, e nessuno, nessuno sa cosa succederà a nessuno a parte i malinconici ragtime del tempo che passa, io penso a dean moriarty, penso anche alle persone un po' come lui che ho incontrato e a quelle che incontrerò, io penso a dean moriarty.
[la parte in corsivo è tratta da questo brano, liberamente tradotto e remixato dal sottoscritto. complimenti a quanti l'avessero riconosciuto prima che aggiungessi questa nota.]